LA CASA RIFUGIO
Quando se ne ravvisi la necessità, l’Associazione
mette a disposizione uno strumento particolare come la Casa Rifugio, i
cui obiettivi sono:
- ospitare una donna, in grave situazione di disagio
psicologico e di violenza familiare, con eventuali figli,
all’interno di un appartamento, tutelato dal segreto e
dall’anonimato, allo scopo di allontanarla dalla
sofferenza e dai maltrattamenti subiti;
- creare uno spazio in cui la donna possa
“permettersi” di riflettere e prendere decisioni
riguardo alla sua vita futura e alla sua persona, senza essere
influenzata e/o sottomessa;
- mettere a disposizione della donna un equipe di persone che
possa aiutarla a disegnare un percorso di programmazione della sua
nuova vita, recuperandone i riferimenti per renderla serena,
indipendente e dignitosa;
- dare alla donna un aiuto concreto, fatto di
colloqui periodici, aiuti economici, ricerca di un lavoro e di una
casa, ricostruzione delle relazioni interpersonali e sociali.
Con la piena condivisione da parte della donna, le volontarie e
l’operatrice stabiliscono un percorso di aiuto e definiscono
gli obiettivi da raggiungere perché ciò che si
realizzi sia reale e proficuo, mantenendo come punto focale
dell’intervento la persona, i suoi tempi e le sue decisioni.
All’inizio dell’anno 2005 si è ritenuto
necessario, a seguito dell’entrata nella Casa Rifugio di una
donna da seguire su più aspetti, inviataci dai Servizi
Sociali del Comune di Crema, di inserire una nuova figura
professionale, il coordinatore sociale. Tale persona si occupa di
formazione ed organizzazione delle risorse associative, di conduzione
dell’equipe di lavoro; di mantenimento dei contatti con le
risorse e le istituzioni territoriali; di verifica del percorso di
autonomia e di esperienza della donna nella casa.
La permanenza nella Casa Rifugio, nel regolamento stabilita in tre
mesi, ha il carattere di soluzione temporanea, destinata a favorire
l’impegno della donna ospite nella ricerca di un lavoro, di
una casa e nel raggiungimento degli obiettivi.
Ciò si scontra molto spesso con difficoltà
oggettive che vanno a sommarsi drammaticamente al malessere soggettivo;
per esempio la difficoltà di trovare un lavoro e di
conseguenza una casa, di provvedere all’educazione e
istruzione dei figli, alla loro gestione e al loro mantenimento.
A causa di questo la maggior parte delle donne hanno occupato la casa
per un periodo superiore a quello stabilito.
La Casa Rifugio comunque, dal momento in cui è stata resa
disponibile, ha funzionato a pieno regime sino ad oggi, ospitando
cinque donne, tre delle quali con i loro figli minorenni.
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la relazione del progetto 2005